domenica 10 giugno 2012
Gp Canada, Vettel in pole, Alonso terzo
Se gli avversari della Red Bull pensavano che bastasse eliminare il chiacchieratissimo fondo vettura per frenare la loro rimonta, il sabato del Gran Premio del Canada ha dimostrato che non potevano sbagliarsi di più. Sebastian Vettel è stato infatti costantemente il più veloce: nella sessione di prove libere del mattino e in tutte e tre le fasi di qualifica del pomeriggio.
Il tedesco porta quindi a casa la pole position a Montreal con ben tre decimi su Lewis Hamilton e quattro su Fernando Alonso: un risultato ancor più impressionante alla luce dei distacchi contenutissimi che durante tutta la giornata hanno diviso le prime posizioni. La seconda delle Red Bull, quella di Mark Webber, si deve invece accontentare del quarto posto, davanti alla migliore delle Mercedes, quella di Nico Rosberg.
Felipe Massa, dopo aver rischiato l’eliminazione in Q2, chiude sesto, davanti all’unica Lotus superstite, quella di Romain Grosjean. L’altra monoposto del team di Enstone, quella di Kimi Raikkonen, si è dovuta accontentare della dodicesima piazzola di partenza a causa di continui problemi al differenziale.
Completano le prime dieci posizioni le vetture di Paul di Resta (8°), Michael Schumacher (solo 9°) e Jenson Button, che ha girato solamente con gomme soft nell’ultima parte delle qualifiche accumulando un divario notevole rispetto ai migliori avversari.
Fuori dalla top ten anche entrambe le Sauber, con Kobayashi 11° e Perez 15°, e le due Williams di Senna (16°) e Maldonado (17°). Il venezuelano sembrava avere la velocità per entrare in Q3 ma proprio all’ultimo tentativo è stato vittima del famigerato «muro dei campioni» all’ultima chicane, finendo in testacoda e concludendo così mestamente la sua sessione di qualifica.
Euro2012, oggi Italia-Spagna
«Sono riuscito a dormire un’ora prima dell’allenamento. Mi sento felice come un bambino che ha fatto tutti i compiti». Cesare Prandelli entra in scena nella baia di Danzica senza alcuna paura.Anche se, nel pomeriggio del debutto, avrà di fronte la Spagna campione del mondo e d’Europa. «So che abbiamo lavorato bene e questo mi fa stare tranquillo». Si presenta, dunque, con la consapevolezza che l’Italia può avere un ruolo da protagonista. «Se puntiamo sul gioco, se siamo sinergici, diventiamo competitivi».
È la certezza più grande, anche se ha dovuto cambiare assetto, per ritrovare l’equilibrio, passando dal 4-3-1-2 al 3-5-2. «Perché le sensazioni sono buone. Siamo da tempo accompagnati dal pessimismo. Ma non ci infastidisce. Anzi ci stimola. Vogliamo sovvertirlo» avverte il cittì azzurro che non vede l’ora di scoprire il suo primo Europeo. «In campo avvertirò emozione e tensione. Normali in queste competizioni».
L’Italia modifica il suo sistema di gioco, optando per quello più prudente della Juve campione d’Italia, ma non si difenderà. È qui per comportarsi come fa di solito la Spagna, la prima avversaria di questa nuova avventura. Prandelli, proprio per questo, ci tiene a chiarire che cosa chiederà a De Rossi, spostato qualche metro più indietro. «Daniele è convinto di piazzarsi lì. Ha interpretato il ruolo nella maniera migliore pure nella Roma. Farà il centrocampista e non il difensore, permettendoci poi di farci trovare preparati se vogliamo cambiare in corsa. Con lui in quella zona vogliamo che arrivino meno giocatori vicino alla nostra area di rigore». E spiega anche come la squadra deve aiutare Pirlo. «Loro proveranno a oscurarlo, ma se noi troveremo altre soluzioni, perché lui sarà pressato e marcato, vorrà dire che l’iniziativa ce l’abbiamo noi».
La sua nazionale è nata con un’impronta offensiva. Non segna, però, da novembre, l’ultima rete è di Pazzini che non è nemmeno qui. Contro la Russia, venerdì 1° giugno nell’ultima amichevole, per la terza gara di fila gli azzurri hanno fatto cilecca. Eppure Prandelli non sembra preoccupato dal lungo digiuno. «Il nostro obiettivo è vincere. A Zurigo abbiamo costruito sette palle gol e attaccato sempre con almeno cinque giocatori. È stato l’unico aspetto positivo in quella gara così brutta. Bisogna insistere si dimanismo e aggressività». Da Balotelli, l’attaccante più atteso, si aspetta «tanta generosità». «È la stessa che mi attendo dagli altri, può essere l’arma vincente. Lui ha vent’anni ed è esuberante. Fin qui non si è comportato bene. Di più».
La Spagna è la favorita. La più forte. «La squadra da battere. Da anni ha continuità e rendimento. E gioco, ormai consolidato: pure se è sempre lo stesso, poche squadre riescono a contrastarla. L’abbiamo battuta ad agosto, ma di quel successo rimane poco. Il calcio è veloce e brucia tutto. Non dobbiamo rivedere quelle immagini. La nostra nazionale è cambiata. Non so se meglio o peggio incontrarla subito. Se è la partita più importante. Di sicuro è la più complicata. Dai nostri avversari dobbiamo capire che conta costruire più di distruggere. Un giorno saremo più vicini a loro. Se insisteremo ad arrivare al risultato attraverso il gioco». Vorrebbe portare da noi soprattutto l’allegria del calcio spagnolo. «Perché i problemi della vita sono altri, chi è senza casa, i nostri terremotati. Prendiamo questo sport troppo sul serio. Sorridiamo, insomma, anche perché ancora non abbiamo perso». Conclude sul razzismo: «Più ne parliamo e più diamo importanza a certa gente. Confermo che entrerei in campo ad abbracciare Balotelli. Dovremo farlo tutti: non è un problema italiano ma di tutta Europa.
sabato 9 giugno 2012
Euro2012, l'Olanda cade contro la Danimarca
Era stato definito il "girone dalla morte". Bene, mai definizione fu più azzeccata per il Gruppo B dell'Europeo, quello che si è aperto con Olanda-Danimarca 0-1, la prima grande sorpresa della rassegna ospitata da Polonia e Ucraina. Nel match di Kharkiv, la spuntano gli uomini di Morten Olsen, che grazie a una partita di puro catenaccio mettono al tappeto degli Oranje vistosamente in ritardo di condizione e quasi del tutto privi di gioco per colpa di una mediana imbottita di fosforo ma alquanto priva di qualità. Adesso tocca a Germania e Portogallo, ma per l'Olanda finalista dell'ultimo Mondiale la strada per i quarti si fa tremendamente in salita.
HUNTELAAR IN PANCA, POULSEN PURE - Bert van Marwijk non sorprende e non tocca il 4-2-3-1 tradizionale degli Oranje. In attacco c'è come sempre van Persie, preferito a Huntelaar nel ruolo di prima punta. Sulla trequarti i "veterani" Robben e Sneijder vengono coadiuvati dal recuperato Afellay, mentre in difesa Vlaar prende il posto dell'infortunato Mathjisen, con Willems terzino sinistro. L'esterno del PSV Eindhoven stabilisce così un nuovo primato: è il giocatore più giovane di sempre ad avere preso parte a un Europeo, battendo il record di Vincenzo Scifo del 1984 (18 anni e 71 giorni per l'olandese, 18 e 115 per il belga). Morten Olsen risponde con un modulo speculare nel quale Bendtner funge da centravanti con il supporto del "vecchio" Rommedahl e di Krohn-Dehli esterni, ma soprattutto della nuova stella Eriksen da trequartista centrale. In mezzo al campo c'è Zimling e non l'ex juventino Christian Poulsen, mentre al centro della difesa non manca il romanista Kjaer. Tra i pali, Andersen viene ancora una volta preferito a Lindegaard al posto dell'infortunato Sorensen.
LA DANIMARCA COLPISCE A FREDDO - L'Olanda fa la partita da subito, ma la Danimarca si chiude bene e con un atteggiamento piuttosto sparagnino riesce a bloccare le principali iniziative avversarie, anche perché gli Oranje si muovono poco senza palla e non sembrano in gran condizione a livello fisico. Van Persie ci prova al 7' ma non trova la porta, mentre al 18' è Robben a non trovare la stoccata dopo un buco difensivo danese. Al 24' arriva la grande sorpresa. Poulsen spinge per la prima volta a sinistra, ne nasce un rimpallo che fa arrivare il pallone a Krohn-Dehli al limite. Il trequartista si butta dentro, salta un incredibilmente statico Heitinga e insacca facendo passare il pallone sotto le gambe di Stekelenburg. È l'1-0 danese, che taglia le gambe agli Oranje. Dopo una decina di minuti di shock, però, arrivano le occasioni principali per gli uomini di van Marwijk. Al 35' Robben colpisce un palo dal limite dell'area dopo un rinvio sbagliato da Andersen, mentre al 43' van Persie sbaglia il controllo solo davanti al portiere avversario. E la Danimarca? Nel finale di tempo dimostra le migliori condizioni fisiche e si riporta avanti. Zimling (40') e ancora Krohn-Dehli (42') ci provano, ma si va all'intervallo "soltanto" sull'1-0.
ASSEDIO STERILE: DANIMARCA PREMIATA - L'avvio del secondo tempo fa ben sperare per gli Oranje, che rientrano dagli spogliatoi con tanta rabbia in corpo e la scaricano su Andersen. Van Bommel al 51' spara un gran destro dalla distanza, mentre al 53' Heitinga manda a lato di testa sugli sviluppi di un corner. Con il passare dei minuti, però, la reazione evapora. E van Marwijk contribuisce operando soltanto al 71' i primi due cambi. Escono de Jong e Afellay, entrano van der Vaart e Huntelaar con Sneijder che si sposta sull'esterno sinistro e van Persie che diventa trequartista. Olsen risponde togliendo un pessimo Eriksen e inserendo Schone per coprirsi maggiormente. La scelta paga, perché l'Olanda oltre un tiro di Huntelaar da due passi (74') non crea assolutamente nulla. E l'assedio finale porta soltanto le sterili proteste per un mani involontario di Jacobsen in area (89'). La Danimarca vince 1-0, la prima grande sorpresa dell'Europeo si è consumata.
OLANDA PREOCCUPANTE, SORPRESA DANESE - Gli Oranje vanno ko senza quasi combattere, un segnale bruttissimo per van Marwijk, che ci ha messo del suo nella sconfitta. Da una formazione iniziale troppo accorta a dei cambi eccessivamente tardivi. Ora non resta che fare bottino pieno nelle altre due sfide: si parte mercoledì 13 con la Germania (ore 20:45) e si chiude domenica 17 contro il Portogallo. Adesso serve un'impresa, anzi qualcosa in più. Con l'unico dato confortante che arriva dal passato. L'unico Europeo vinto dall'Olanda, quello del 1988, iniziò con un ko per mano dell'URSS. Questa volta, però, dall'altra parte c'era una Danimarca di certo non eccelsa dal punto di vista qualitativo. Complimenti, però, a Olsen, che è riuscito a costruire un piccolo miracolo fatto di equilibrio e abnegazione difensiva. Il bel calcio è un'altra cosa, ma partire meglio era impossibile. Non resta che continuare mercoledì alle 18 contro il Portogallo. Si ripeterà la storia del 1992?
martedì 29 maggio 2012
Italia, ecco i convocati per l'Europeo
Prandelli ha diramato la lista dei 23 convocati per la spedizione azzurra in Ucraina e Polonia. Dopo l'addio prematuro di Criscito a causa della bufera calcioscommesse, dicono addio anche Viviano, Schelotto, Cigarini, Verratti, Astori, Bocchetti, Ranocchia e Destro.
Questa la lista completa dei convocati:
PORTIERI: Gianluigi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Napoli), Salvatore Sirigu (Paris St. Germain)
DIFENSORI: Ignazio Abate (Milan), Federico Balzaretti (Palermo), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Christian Maggio (Napoli), Angelo Obinze Ogbonna (Torino)
CENTROCAMPISTI: Daniele De Rossi (Roma), Alessandro Diamanti (Bologna), Emanuele Giaccherini (Juventus), Claudio Marchisio (Juventus), Riccardo Montolivo (Fiorentina), Thiago Motta (Paris St. Germain), Antonio Nocerino (Milan), Andrea Pirlo (Juventus)
ATTACCANTI: Mario Barwuah Balotelli (Manchester City), Fabio Borini (Roma), Antonio Cassano (Milan), Antonio Di Natale (Udinese), Sebastian Giovinco (Parma).
Il primo test per i 23 sarà venerdì contro la Russia,visto che l'amichevole contro il Lussemburgo al Tardini è stata annullata causa terremoto.
Nazionale, annullata amichevole contro il Lussemburgo
L'amichevole che la Nazionale italiana doveva disputare oggi contro il Lussemburgo è stata ufficialmente annullata a causa del terremoto che ha colpito nuovamente l'Emilia nelle ultime ore. La Federcalcio e la Prefettura hanno deciso di comune accordo di annullare il match che si doveva giocare al Tardini di Parma, dove la scossa si era fatta sentire nonostante l'epicentro fosse nella provincia di Modena. Tra le motivazioni del rinvio oltre che alla sicurezza ovviamente anche il rispetto per le morti che il terremoto ha causato, che secondo le prime stime sarebbero undici.
L'atmosfera che si respira in Nazionale quindi non migliora dopo la bufera del calcioscommesse che ha escluso Criscito dagli Europei. Ora infatti l'Italia avrà un solo test prima della spedizione in Polonia-Ucraina, ovvero il match contro la Russia di venerdì.
domenica 27 maggio 2012
Webber vince a Montecarlo, Alonso terzo
Mark Webber è il sesto vincitore diverso nelle prime sei gare del mondiale 2012, ma Alonso con il terzo podio stagionale si ritrova da solo in vetta al mondiale
Il GP di Monaco 2012 vede la vittoria di un ritrovato Mark Webber su Red Bull che precede sul podio Rosberg (Mercedes) e soprattutto Fernando Alonso con la F12, protagonista questa volta anche con Felipe Massa, sesto.
Quello di Monaco è stato un GranPremio piuttosto povero di sorpassi ma molto intenso grazie agli episodi che hanno caratterizzato la gara. Alla partenza Grosjean tampona Schumacher e finisce in testa coda, costringendo molti piloti a tagliare la chicane. L'incidene provoca oltre al ritiro di Grosjean, anche quelli di De La Rosa e Maldonado, vincente in Spagna.
Quando entra la safety car Webber è in testa davanti a Rosberg, Hamilton, Alonso, Massa e Vettel.
Dopo il primo e unico giro di pitstop Alonso sorpassa Hamilton, mentre Vettel decide di ritardare la sosta e continua a sfruttare le Soft. Questa strategia, per la quale si ferma solo al 47esimo giro, gli permette di mettere le ruote davanti a Hamilton. Dopo la sosta di Vettel quindi si ha Webber, Rosberg, Alonso, Vettel, Hamilton e Massa, con il tedesco della Red Bull unico ad avere le Super Soft.
In seguito Schumacher è costretto al ritiro e ancora una volta finisce senza punti il week end, mentre Raikkonen arranca e completa la brutta domenica delle Lotus.
Nella parte finale si ritira anche Button e un'improvviso scroscio d'acqua sembra riaprire i giochi per la vittoria. Vergne (Toro Rosso) è autore di una grande gara ma la strategia sbagliata della sua scuderia gli fa perdere diverse posizioni. Il gruppo dei primi sei si ricompatta ma l'ordine di arrivo non cambia e così Webber può festeggiare il secondo successo Red Bull. Buona prova di Nico Rosberg che nei giri finali tiene dietro Fernando Alonso. L'asturiano ora vanta tre punti di vantaggio su Vettel e Webber, mentre Massa sale a 10 punti permettendo alla Ferrari di raggiungere la Lotus al terzo posto della classifica costruttori.
ORDINE D'ARRIVO
1 2 Mark Webber Red Bull Racing-Renault 78 1:46:06.557 1 25
2 8 Nico Rosberg Mercedes 78 +0.6 secs 2 18
3 5 Fernando Alonso Ferrari 78 +0.9 secs 5 15
4 1 Sebastian Vettel Red Bull Racing-Renault 78 +1.3 secs 9 12
5 4 Lewis Hamilton McLaren-Mercedes 78 +4.1 secs 3 10
6 6 Felipe Massa Ferrari 78 +6.1 secs 7 8
7 11 Paul di Resta Force India-Mercedes 78 +41.5 secs 14 6
8 12 Nico Hulkenberg Force India-Mercedes 78 +42.5 secs 10 4
9 9 Kimi Räikkönen Lotus-Renault 78 +44.0 secs 8 2
10 19 Bruno Senna Williams-Renault 78 +44.5 secs 13 1
11 15 Sergio Perez Sauber-Ferrari 77 +1 Lap 23
12 17 Jean-Eric Vergne STR-Ferrari 77 +1 Lap 16
13 20 Heikki Kovalainen Caterham-Renault 77 +1 Lap 17
14 24 Timo Glock Marussia-Cosworth 77 +1 Lap 19
15 23 Narain Karthikeyan HRT-Cosworth 76 +2 Laps 22
Il GP di Monaco 2012 vede la vittoria di un ritrovato Mark Webber su Red Bull che precede sul podio Rosberg (Mercedes) e soprattutto Fernando Alonso con la F12, protagonista questa volta anche con Felipe Massa, sesto.
Quello di Monaco è stato un GranPremio piuttosto povero di sorpassi ma molto intenso grazie agli episodi che hanno caratterizzato la gara. Alla partenza Grosjean tampona Schumacher e finisce in testa coda, costringendo molti piloti a tagliare la chicane. L'incidene provoca oltre al ritiro di Grosjean, anche quelli di De La Rosa e Maldonado, vincente in Spagna.
Quando entra la safety car Webber è in testa davanti a Rosberg, Hamilton, Alonso, Massa e Vettel.
Dopo il primo e unico giro di pitstop Alonso sorpassa Hamilton, mentre Vettel decide di ritardare la sosta e continua a sfruttare le Soft. Questa strategia, per la quale si ferma solo al 47esimo giro, gli permette di mettere le ruote davanti a Hamilton. Dopo la sosta di Vettel quindi si ha Webber, Rosberg, Alonso, Vettel, Hamilton e Massa, con il tedesco della Red Bull unico ad avere le Super Soft.
In seguito Schumacher è costretto al ritiro e ancora una volta finisce senza punti il week end, mentre Raikkonen arranca e completa la brutta domenica delle Lotus.
Nella parte finale si ritira anche Button e un'improvviso scroscio d'acqua sembra riaprire i giochi per la vittoria. Vergne (Toro Rosso) è autore di una grande gara ma la strategia sbagliata della sua scuderia gli fa perdere diverse posizioni. Il gruppo dei primi sei si ricompatta ma l'ordine di arrivo non cambia e così Webber può festeggiare il secondo successo Red Bull. Buona prova di Nico Rosberg che nei giri finali tiene dietro Fernando Alonso. L'asturiano ora vanta tre punti di vantaggio su Vettel e Webber, mentre Massa sale a 10 punti permettendo alla Ferrari di raggiungere la Lotus al terzo posto della classifica costruttori.
ORDINE D'ARRIVO
1 2 Mark Webber Red Bull Racing-Renault 78 1:46:06.557 1 25
2 8 Nico Rosberg Mercedes 78 +0.6 secs 2 18
3 5 Fernando Alonso Ferrari 78 +0.9 secs 5 15
4 1 Sebastian Vettel Red Bull Racing-Renault 78 +1.3 secs 9 12
5 4 Lewis Hamilton McLaren-Mercedes 78 +4.1 secs 3 10
6 6 Felipe Massa Ferrari 78 +6.1 secs 7 8
7 11 Paul di Resta Force India-Mercedes 78 +41.5 secs 14 6
8 12 Nico Hulkenberg Force India-Mercedes 78 +42.5 secs 10 4
9 9 Kimi Räikkönen Lotus-Renault 78 +44.0 secs 8 2
10 19 Bruno Senna Williams-Renault 78 +44.5 secs 13 1
11 15 Sergio Perez Sauber-Ferrari 77 +1 Lap 23
12 17 Jean-Eric Vergne STR-Ferrari 77 +1 Lap 16
13 20 Heikki Kovalainen Caterham-Renault 77 +1 Lap 17
14 24 Timo Glock Marussia-Cosworth 77 +1 Lap 19
15 23 Narain Karthikeyan HRT-Cosworth 76 +2 Laps 22
Hesjedal vince il Giro, a Pinotti la crono finale
Milano incorona Ryder Hesjedal vincitore del 95esimo Giro d'Italia grazie alla crono finale, vinta da Marco Pinotti. Il ciclista canadese,che partiva coi favori del pronostico, è riuscito a strappare la maglia rosa allo spagnolo Rodriguez, diventando il primo canadese vincitore del Giro.
Rodriguez non è riuscito nell'impresa di conservare quei 31'' di vantaggio che vantava sul canadese, il quale a differenza dello stesso Rodriguez, non ha vinto neanche una tappa.
Grande crono anche per il belga De Gendt che dopo l'impresa dello Stelvio riesce a scalzare dal podio Michele Scarponi, che chiude il Giro quarto davanti a Basso e Cunego, con Pozzovivo ottavo. Dopo dodici anni quindi il Giro finisce senza nessun italiano sul podio. L'ultima volta infatti fu nel 1995.
Finisce così uno dei giri più emozionanti degli ultimi anni, che ha visto le vittorie di Cavendish, la determinazione di Phinney, le imprese di Rabottini e Guardini, la lotta di Purito Rodriguez e Hesjedal, il cuore di Scarponi e Basso e tanto, tanto altro ancora.
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