MENS SANA IN CORPORE SANO
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lunedì 25 giugno 2012

Calciomercato, la Juve ora punta Dzeko e Higuain

La dura legge del gol spesso punisce le squadre che producono tanto e non segnano mai o segnano poco. La Juventus nella scorsa stagione ha vinto lo Scudetto sciupando però spesso molte occasioni. La mancanza di un vero bomber ha portato il calciomercato della Juventus a pensare a un rinforzo importante in vista della prossima stagione. I bianconeri vogliono a tutti i costi trovare l'attaccante giusto per cercare di tramutare in rete ogni azione. Dell'attacco della scorsa stagione sono andati via Del Piero, bandiera bianconera per 19 stagioni e Borriello, arrivato a gennaio della scorsa stagione ma non riscattato dai bianconeri. Solo Vucinic è l'intoccabile di turno, Quagliarella piace in Inghilterra al West Ham che ha pronta un'offerta da 13 milioni di euro per i bianconeri, Matri invece continua a piacere ai club russi e potrebbe davvero andare via. Il calciomercato della Juventus ha deciso di puntare su top players importanti per l'attacco. I nomi che circolano sono di primo livello, si parla molto di Robin Van Persie, attaccante olandese classe 83' che gioca nell'Arsenal. Il giocatore piace tantissimo al club di Corso Galileo Ferraris ma non ha nessuna intenzione di accettare l'offerta da 6,5 milioni di euro a stagione della Juventus visto che il City sembra voler offrire quasi il doppio. Per questo la Juventus non ha perso di mira Gonzalo Higuain. Certo, stiamo parlando di un giocatore importante che piace molto al tecnico del Real Madrid Mourinho, ma quest'ultimo ha deciso di puntare su Tevez per la prossima stagione e visto che le banche iberiche non stanno attraversando un grande momento, dovrà assolutamente cedere qualche giocatore importante. Mourinho preferirebbe continuare a puntare su Benzema lasciando andare Higuain. A questo punto toccherebbe alla Juventus parlare con i dirigenti del Real Madrid che vogliono almeno 30 milioni di euro per El Pipita. Quest'ultimo ha un ingaggio inferiore rispetto a molti giocatori del Real, ovvero 2,5 milioni di euro. La Juventus è pronta a raddoppiare gli emolumenti del giocatore. Situazione molto analoga quella di Dzeko, attaccante bosniaco classe 86' che piace tantissimo ai bianconeri. Dzeko nel City ha trovato poco spazio e siccome il club inglese ha deciso di puntare su Van Persie, dovrebbe a tutti i costi lasciare andare il giocatore.
Dzeko ha una valutazione inferiore rispetto a quella di Higuain, si parla di 25 milioni di euro visto che nel City non ha segnato con regolarità come gli succedeva con la maglia del Wolfsburg qualche anno fa.

lunedì 18 giugno 2012

Italia-Irlanda, Prandelli cauto sulla formazione


A differenza degli altri incontri Prandelli tiene nascosta la formazione, una scelta legata alla presenza di Trapattoni sulla panchina dei verdi: “Trap ci conosce già troppo bene perché io gli dia altri vantaggi", spiega il ct azzurro.
Ta le scelte che si sapranno solo all'ultimo quelle sulla linea offensiva. Stasera l'Italia potrebbe partire con una coppia d'attacco formata da Cassano e Di Natale, lasciando per la prima volta in panchina Mario Balotelli. Ma il centravanti del Manchester City, che ha accusato un problema al ginocchio in allenamento (superato), sembra di nuovo in gioco: potrebbe far parte dell'11 iniziale.
Intanto Prandelli ringrazia per gli elogi spagnoli all'Italia: "Mi fa piacere che Xavi abbia elogiato l'Italia, in effetti noi vorremmo andare avanti giocando a calcio, l'idea è sempre quella di costruire gioco''.
Il commissario tecnico ha poi ribadito che servirebbe un altro clima ad accompagnare le partite: ''La tensione? Nessun problema certo, si fanno tante partite prima. Ogni tanto servirebbe un po' di ironia. E invece qualche volta veniamo criticati addirittura prima d'aver pensato una cosa. I colpi li so assorbire, anche perché la squadra ha carattere''.
"Per la federazione Cesare Prandelli è il ct che ci accompagnerà ai Mondiali del Brasile". Intanto Giancarlo Abete, presidente della Figc, rinnova la fiducia al ct azzurro."E' un argomento che, se trattato oggi, potrebbe dar luogo a qualche cattiva interpretazione", è la premessa di Abete ai microfoni di Sky Sport 24."Rimane valido quanto detto a inizio Europeo e cioè che qualunque fosse stato il risultato finale Prandelli è il tecnico individuato per un percorso nel medio e lungo periodo di 4 anni. Non c'è necessità di ricordarlo nel giorno stesso di una partita decisiva", dice il n.1 di via Allegri. "Per la Figc è lui il ct che ci accompagnerà ai mondiali in Brasile" in programma nel 2014.

sabato 16 giugno 2012

Nuova maglia Juve: personalizzabile e con scritta sotto il logo e



La Juve ha presentato la nuova maglia da trasferta per la stagione 2012/2013.
E' una maglia personalizzabile, alla quale il tifoso potra' applicare - oltre allo scudetto - un patch con la scritta '30 sul campo'. L'hanno presentata Nike e Juventus, che la indossera' la prossima stagione. Non ci sono le due stelle ma sono presenti nelle maglie messe sul mercato per i tifosi. Lo sponsor, Jeep, sarà sulla casacca bianconera per le prossime tre stagioni.
 La divisa da trasferta dei campioni d'Italia e' nera e ogni completo e' stato realizzato con l'innovativo poliestere di Nike, riciclando 13 bottiglie di plastica. Questo ha permesso di ridurre fino al 30% i consumi energetici, rispetto alla fabbricazione del poliestere tradizionale.

venerdì 15 giugno 2012

Juve ancora su Cavani: 40 milioni più metà di Giovinco

Dopo la partenza del Pocho è difficile che De Laurentiis si privi anche dell'uruguaiano, ma il club di Torino, in cerca del top player, non molla la pista Cavani


La Juventus continua a puntare su Cavani, l’uruguayano del Napoli, per la prossima stagione. Il club di Torino aveva già fatto in queste settimane una precedente offerta a De Laurentiis consistente in 40 milioni di euro in cash più Matri e Felipe Melo quali contropartite tecniche, ma il presidente del Napoli ha risposto picche.
L’entourage juventino, tutt’altro che scoraggiato dal rifiuto, è ripartito subito all’attacco, proponendo una nuova offerta, stavolta si parla di 40 milioni di euro, più la metà di Sebastian Giovinco.
D’altronde l’affare per Van Persie, anche causa Europei, è in standby, per cui Cavani sta sostituendo l’olandese quale top player del mercato bianconero. Marotta e soci devono però guardarsi anche dalla concorrenza del Manchester City dello sceicco Mansour che avrebbe offerto 42 milioni di euro per l’attaccante del Napoli.
Tutto ruota attorno al ritocco dell’ingaggio del Matador che attualmente percepisce circa 2,5 milioni di euro all’anno. A breve, probabilmente entro già la prossima settimana, dovrebbe esserci un incontro tra i procuratori di Cavani e Bigon e De Laurentiis.
Triulzi e Anelluci, gli agenti del calciatore, chiedono un adeguamento del contratto, che dovrebbe essere riveduto nel senso di un aumento dei compensi di Cavani e di una cessione parziale dei diritti d’immagine.
Con la partenza di Lavezzi, destinazione Psg, ancora non ufficiale, ma ormai data per certa, la perdita anche di Cavani determinerebbe un netto impoverimento tecnico che inevitabilmente andrebbe a ridimensionare le ambizioni della squadra per la prossima stagione.

domenica 10 giugno 2012

Euro2012, oggi Italia-Spagna


 «Sono riuscito a dormire un’ora prima dell’allenamento. Mi sento felice come un bambino che ha fatto tutti i compiti». Cesare Prandelli entra in scena nella baia di Danzica senza alcuna paura.Anche se, nel pomeriggio del debutto, avrà di fronte la Spagna campione del mondo e d’Europa. «So che abbiamo lavorato bene e questo mi fa stare tranquillo». Si presenta, dunque, con la consapevolezza che l’Italia può avere un ruolo da protagonista. «Se puntiamo sul gioco, se siamo sinergici, diventiamo competitivi».
È la certezza più grande, anche se ha dovuto cambiare assetto, per ritrovare l’equilibrio, passando dal 4-3-1-2 al 3-5-2. «Perché le sensazioni sono buone. Siamo da tempo accompagnati dal pessimismo. Ma non ci infastidisce. Anzi ci stimola. Vogliamo sovvertirlo» avverte il cittì azzurro che non vede l’ora di scoprire il suo primo Europeo. «In campo avvertirò emozione e tensione. Normali in queste competizioni».
L’Italia modifica il suo sistema di gioco, optando per quello più prudente della Juve campione d’Italia, ma non si difenderà. È qui per comportarsi come fa di solito la Spagna, la prima avversaria di questa nuova avventura. Prandelli, proprio per questo, ci tiene a chiarire che cosa chiederà a De Rossi, spostato qualche metro più indietro. «Daniele è convinto di piazzarsi lì. Ha interpretato il ruolo nella maniera migliore pure nella Roma. Farà il centrocampista e non il difensore, permettendoci poi di farci trovare preparati se vogliamo cambiare in corsa. Con lui in quella zona vogliamo che arrivino meno giocatori vicino alla nostra area di rigore». E spiega anche come la squadra deve aiutare Pirlo. «Loro proveranno a oscurarlo, ma se noi troveremo altre soluzioni, perché lui sarà pressato e marcato, vorrà dire che l’iniziativa ce l’abbiamo noi».
La sua nazionale è nata con un’impronta offensiva. Non segna, però, da novembre, l’ultima rete è di Pazzini che non è nemmeno qui. Contro la Russia, venerdì 1° giugno nell’ultima amichevole, per la terza gara di fila gli azzurri hanno fatto cilecca. Eppure Prandelli non sembra preoccupato dal lungo digiuno. «Il nostro obiettivo è vincere. A Zurigo abbiamo costruito sette palle gol e attaccato sempre con almeno cinque giocatori. È stato l’unico aspetto positivo in quella gara così brutta. Bisogna insistere si dimanismo e aggressività». Da Balotelli, l’attaccante più atteso, si aspetta «tanta generosità». «È la stessa che mi attendo dagli altri, può essere l’arma vincente. Lui ha vent’anni ed è esuberante. Fin qui non si è comportato bene. Di più».
La Spagna è la favorita. La più forte. «La squadra da battere. Da anni ha continuità e rendimento. E gioco, ormai consolidato: pure se è sempre lo stesso, poche squadre riescono a contrastarla. L’abbiamo battuta ad agosto, ma di quel successo rimane poco. Il calcio è veloce e brucia tutto. Non dobbiamo rivedere quelle immagini. La nostra nazionale è cambiata. Non so se meglio o peggio incontrarla subito. Se è la partita più importante. Di sicuro è la più complicata. Dai nostri avversari dobbiamo capire che conta costruire più di distruggere. Un giorno saremo più vicini a loro. Se insisteremo ad arrivare al risultato attraverso il gioco». Vorrebbe portare da noi soprattutto l’allegria del calcio spagnolo. «Perché i problemi della vita sono altri, chi è senza casa, i nostri terremotati. Prendiamo questo sport troppo sul serio. Sorridiamo, insomma, anche perché ancora non abbiamo perso». Conclude sul razzismo: «Più ne parliamo e più diamo importanza a certa gente. Confermo che entrerei in campo ad abbracciare Balotelli. Dovremo farlo tutti: non è un problema italiano ma di tutta Europa.

sabato 9 giugno 2012

Euro2012, l'Olanda cade contro la Danimarca


Era stato definito il "girone dalla morte". Bene, mai definizione fu più azzeccata per il Gruppo B dell'Europeo, quello che si è aperto con Olanda-Danimarca 0-1, la prima grande sorpresa della rassegna ospitata da Polonia e Ucraina. Nel match di Kharkiv, la spuntano gli uomini di Morten Olsen, che grazie a una partita di puro catenaccio mettono al tappeto degli Oranje vistosamente in ritardo di condizione e quasi del tutto privi di gioco per colpa di una mediana imbottita di fosforo ma alquanto priva di qualità. Adesso tocca a Germania e Portogallo, ma per l'Olanda finalista dell'ultimo Mondiale la strada per i quarti si fa tremendamente in salita.

HUNTELAAR IN PANCA, POULSEN PURE - Bert van Marwijk non sorprende e non tocca il 4-2-3-1 tradizionale degli Oranje. In attacco c'è come sempre van Persie, preferito a Huntelaar nel ruolo di prima punta. Sulla trequarti i "veterani" Robben e Sneijder vengono coadiuvati dal recuperato Afellay, mentre in difesa Vlaar prende il posto dell'infortunato Mathjisen, con Willems terzino sinistro. L'esterno del PSV Eindhoven stabilisce così un nuovo primato: è il giocatore più giovane di sempre ad avere preso parte a un Europeo, battendo il record di Vincenzo Scifo del 1984 (18 anni e 71 giorni per l'olandese, 18 e 115 per il belga). Morten Olsen risponde con un modulo speculare nel quale Bendtner funge da centravanti con il supporto del "vecchio" Rommedahl e di Krohn-Dehli esterni, ma soprattutto della nuova stella Eriksen da trequartista centrale. In mezzo al campo c'è Zimling e non l'ex juventino Christian Poulsen, mentre al centro della difesa non manca il romanista Kjaer. Tra i pali, Andersen viene ancora una volta preferito a Lindegaard al posto dell'infortunato Sorensen.
LA DANIMARCA COLPISCE A FREDDO - L'Olanda fa la partita da subito, ma la Danimarca si chiude bene e con un atteggiamento piuttosto sparagnino riesce a bloccare le principali iniziative avversarie, anche perché gli Oranje si muovono poco senza palla e non sembrano in gran condizione a livello fisico. Van Persie ci prova al 7' ma non trova la porta, mentre al 18' è Robben a non trovare la stoccata dopo un buco difensivo danese. Al 24' arriva la grande sorpresa. Poulsen spinge per la prima volta a sinistra, ne nasce un rimpallo che fa arrivare il pallone a Krohn-Dehli al limite. Il trequartista si butta dentro, salta un incredibilmente statico Heitinga e insacca facendo passare il pallone sotto le gambe di Stekelenburg. È l'1-0 danese, che taglia le gambe agli Oranje. Dopo una decina di minuti di shock, però, arrivano le occasioni principali per gli uomini di van Marwijk. Al 35' Robben colpisce un palo dal limite dell'area dopo un rinvio sbagliato da Andersen, mentre al 43' van Persie sbaglia il controllo solo davanti al portiere avversario. E la Danimarca? Nel finale di tempo dimostra le migliori condizioni fisiche e si riporta avanti. Zimling (40') e ancora Krohn-Dehli (42') ci provano, ma si va all'intervallo "soltanto" sull'1-0.
ASSEDIO STERILE: DANIMARCA PREMIATA - L'avvio del secondo tempo fa ben sperare per gli Oranje, che rientrano dagli spogliatoi con tanta rabbia in corpo e la scaricano su Andersen. Van Bommel al 51' spara un gran destro dalla distanza, mentre al 53' Heitinga manda a lato di testa sugli sviluppi di un corner. Con il passare dei minuti, però, la reazione evapora. E van Marwijk contribuisce operando soltanto al 71' i primi due cambi. Escono de Jong e Afellay, entrano van der Vaart e Huntelaar con Sneijder che si sposta sull'esterno sinistro e van Persie che diventa trequartista. Olsen risponde togliendo un pessimo Eriksen e inserendo Schone per coprirsi maggiormente. La scelta paga, perché l'Olanda oltre un tiro di Huntelaar da due passi (74') non crea assolutamente nulla. E l'assedio finale porta soltanto le sterili proteste per un mani involontario di Jacobsen in area (89'). La Danimarca vince 1-0, la prima grande sorpresa dell'Europeo si è consumata.
OLANDA PREOCCUPANTE, SORPRESA DANESE - Gli Oranje vanno ko senza quasi combattere, un segnale bruttissimo per van Marwijk, che ci ha messo del suo nella sconfitta. Da una formazione iniziale troppo accorta a dei cambi eccessivamente tardivi. Ora non resta che fare bottino pieno nelle altre due sfide: si parte mercoledì 13 con la Germania (ore 20:45) e si chiude domenica 17 contro il Portogallo. Adesso serve un'impresa, anzi qualcosa in più. Con l'unico dato confortante che arriva dal passato. L'unico Europeo vinto dall'Olanda, quello del 1988, iniziò con un ko per mano dell'URSS. Questa volta, però, dall'altra parte c'era una Danimarca di certo non eccelsa dal punto di vista qualitativo. Complimenti, però, a Olsen, che è riuscito a costruire un piccolo miracolo fatto di equilibrio e abnegazione difensiva. Il bel calcio è un'altra cosa, ma partire meglio era impossibile. Non resta che continuare mercoledì alle 18 contro il Portogallo. Si ripeterà la storia del 1992?

martedì 17 aprile 2012

Serie A, niente slittamento 33a giornata e nuove polemiche

Niente slittamento, cambia la sequenza di due giornate di campionato: la 33/a, sospesa sabato scorso per la morte di Piermario Morosini, si gioca il 24 e 25 aprile, quindi dopo la 34/a che andrà in scena in questo fine settimana. Convocato d'urgenza, il Consiglio della Lega di A ha deciso in un'oretta "per salvaguardare l'interesse dei tifosi e delle televisioni". 15ª GIORNATA RITORNO Sabato 21 aprile ore 18.00 PARMA – CAGLIARI ore 20.45 CATANIA – ATALANTA 14ª GIORNATA RITORNO Martedì 24 aprile ore 18.30 ATALANTA – CHIEVO ore 18.30 CAGLIARI – CATANIA (a Trieste) Mercoledì 25 aprile ore 12.30 NOVARA – LAZIO ore 15.00 LECCE – NAPOLI ore 15.00 PALERMO – PARMA ore 15.00 ROMA – FIORENTINA ore 15.00 SIENA – BOLOGNA ore 15.00 UDINESE – INTER ore 18.00 CESENA – JUVENTUS ore 18.00 MILAN – GENOA PAOLILLO - Non fa polemiche Ernesto Paolillo dopo la decisione del consiglio che ha accolto la linea dell'Inter ovvero niente slittamento e recupero della trentatreesima giornata. «E' stata una soluzione di buon senso - ha spiegato l'ad nerazzurro - alla quale siamo arrivati in maniera serena. Non ci sono state tensioni di nessun tipo: ci abbiamo messo un po' di tempo perché non tutti erano in collegamento nello stesso momento, ma, potendo parlare, c'è stata una bella intesa e una condivisione della scelta». GALLIANI - Adriano Galliani ha lasciato gli uffici della Lega calcio alle ore 19,30 spiegando che la scelta di rispettare il week-end del 21-22 aprile per la disputa della trentaquattresima giornata è stata decisa «per non penalizzare i tifosi e le tv. In pratica sono giunte molte mail di tifosi che hanno messo in evidenza gli impegni già presi che, se disdetti, avrebbero procurato un danno economico. La maggioranza venutasi a creare prima di questo Consiglio di Lega è stata ribaltata proprio tenendo conto di questi due fattori». I maggiori problemi sarebbero sicuramente sorti per il big-match Juventus-Roma programmato per la domenica sera. «No, per quanto riguarda il Milan non ci sarebbero state difficoltà - ha spiegato Galliani - perchè sfido chiunque a intuire se sarebbe stato meglio o peggio per il Milan affrontare prima il Bologna o il Genoa anche perchè entrambe le gare sono previste a San Siro». L’ad rossonero ha negato che si sia creata una situazione di litigiosità in Lega: «In realtà in questo momento la Lega non ha una bella immagine. Ma io non ho partecipato a nessuna lite e non ce ne sono state su questo argomento». BERETTA - "La Lega ha fatto assolutamente quello che doveva fare: ieri doveva essere la giornata del silenzio e del rispetto, oggi quella delle decisioni". Lo ha detto il presidente della Lega di serie A Maurizio Beretta dopo il Consiglio che ha definito il recupero del 33/o turno di campionato. "In un'ora scarsa abbiamo deciso - ha osservato - guardando alle esigenze dei tifosi e delle tv, con una valutazione serena nelle sedi opportune: il resto sono dichiarazioni dal sen fuggite"

sabato 14 aprile 2012

Muore Morosini, la Serie A si ferma

Il giovane centrocampista del Livorno aveva giocato con l'Under 21
Bloccate tutte le partite dei campionati di Figc. Il Coni ha invitato il mondo dello sport a osservare un minuto di silenzio per tutto il fine settimana. Intanto è già polemica sui soccorsi. Un’auto dei vigili urbani, parcheggiata all’ingresso del campo, avrebbe ritardato di qualche minuto l’ingresso dell’ambulanza. L’auto è stata spostata solo quando ci si è decisi a rompere un vetro.

Tuttavia il cardiologo dell’Unità Coronarica dell’ospedale di Pescara, che era allo stadio come tifoso e per primo ha tentato la rianimazione, ha precisato che “un minuto in più o un minuto in meno nei soccorsi non sarebbe servito a nulla. Il cuore si è fermato e non ha più ripreso a battere”. “Mi ha guardato negli occhi quando è entrato nella vettura – ha raccontato a Sky l’ad del Pescara, Danilo Iannascoli – Stiamo vivendo un dramma”.

Particolarmente provati anche i giocatori dell’Udinese e il patron Pozzo. Il calciatore era di proprietà della società friulana. Il ministro alla Sport Piero Gnudi ha sollevato la questione relativa alle visite mediche a cui sono sottoposti i calciatori. “Probabilmente così come sono strutturate – ha detto – non sono sufficientemente approfondite. Non è tollerabile che un giovane di 25 anni muoia per una partita di calcio”.

martedì 28 febbraio 2012

Prova tv Milan-Juve: tre giornate a Mexes

Si può davvero parlare di sfida infinita tra Milan e Juventus, match iniziato sul campo sabato sera e continuato al di là del rettangolo verde in questi giorni di polemiche e provocazioni. Ora è arrivato il giudice sportivo a pronunciarsi sul big match, colpendo il difensore del Milan, Mexes, con la prova tv per il pugno rifilato a Borriello nella ripresa della partita. Saranno tre le giornate di squalifica per il francese, ma non finisce qui. Ad essere colpito da provvedimento è, infatti, anche Adriano Galliani, con un’ammonizione con diffida. Si salvano invece Muntari, protagonista di un prolungato corpo a corpo ai limiti, e oltre, il regolamento con Lichtsteiner e Pirlo, reo di aver “sgomitato” su Van Bommel nel cerchio di centrocampo. Queste, dunque, le decisioni di ieri del giudice sportivo. Intanto, dalla Francia, sembra non sfiorare lontanamente la questione Mexes e la sua condotta non proprio corretta. Infatti, il francese, potrebbe essere addirittura “premiato” dal tecnico Blanc con la fascia da capitano nella prossima sfida dei Bleus. Lo stesso Mexes ha provveduto a minimizzare la questione: “Non era niente di cattivo, ma sono cose che non si fanno. Anch’io però mi sono beccato qualche colpo, ma non ho detto nulla e non sono rotolato a terra”.

Tra le due società intanto, sembra essere iniziata davvero una “guerra fredda”, che difficilmente rientrerà dopo le polemiche e gli “insulti” reciproci scambiati tra dirigenti e allenatori. La notoria “alleanza”, soprattutto in chiave mercato, tra Milan e Juventus sembrerebbe, almeno per il momento, congelata e rimandata, nella sua riapertura, a data da destinarsi. Intanto al Milan sarebbe in atto la valutazione di un possibile ricorso per la squalifica del francese, non fosse altro che per i problemi enormi che colpiscono la difesa rossonera: Nesta e Bonera acciaccati, Yepes ancora negli Stati Uniti. Sempre in ottica squalifiche, sarà disponibile a tutti gli effetti Zlatan Ibrahimovic, pronto a tornare in campo dopo i tre turni di stop.

domenica 12 febbraio 2012

Inter battuto anche dal Bologna 3-0, Ranieri esonerato


Clamoroso al S.Siro. L'Inter torna a perdere in campionato e lo fa contro il Bologna.
E stavolta salta la panchina nerazzurra, stavolta quella di Claudio Ranieri. Fatale per il tecnico romano i gol di Di Vaio (doppietta) e Acquafresca.
A fine partita non s'è fatta mancare la dura contestazione dei tifosi, che chiedevano le dimissioni di Ranieri e persino del presidente Moratti. Quest'ultimo ha deciso: esonero per Ranieri.
Per il successore si fanno i nomi di Capello e persino di Blanc. L'Inter si prepara all'ennesima rivoluzione tattica.

giovedì 2 febbraio 2012

Parma, Crespo se ne va all'estero

L'argentino lascia il Parma per tentare un'avventura all'estero: per lui ci sono offerte da India, Cina, Stati Uniti e Qatar. Ma, una volta appesi gli scarpini al chiodo, tornerà in Emilia come dirigente.
Hernan Crespo


Non è un addio, come non lo era stato dodici anni fa, quando Hernan Crespo aveva lasciato Parma per la prima volta, dando la svolta alla sua carriera da calciatore e firmando per la Lazio allora campione d'Italia. Non era un addio allora e non lo è nemmeno adesso. Ora che il Valdanito, con gli occhi lucidi, ha tenuto una conferenza stampa congiunta al presidente crociato Tommaso Ghirardi e all'ad Pietro Leonardi. Per salutare tutti e appendere virtualmente gli scarpini al chiodo. "Ho mantenuto la mia promessa - ha detto l'argentino - la mia carriera ad alto livello si conclude a Parma".

COMMOZIONE E SPERANZA - Poco più di due anni fa, nella stessa sala stampa del Tardini, Crespo si commuoveva per il ritorno a casa a dieci anni dalla partenza per Roma. Adesso, il tema è un altro - il suo addio alla maglia crociata - ma l'emozione è uguale. "Sono orgoglioso di essere seduto accanto a un grande campione - ha detto Ghirardi per rompere il ghiaccio - e sono orgoglioso anche di essere il presidente che lo ha riportato a Parma. Crespo è un campione, un uomo serio, con dei principi. Due anni fa gli ho detto che doveva restare qui a vita e anche adesso gli chiedo di restare nella nostra famiglia, quando avrà finito di giocare. Adesso avrà tempo per riflettere su cosa fare da grande e i nostri rapporti sono ottimi, anche se non c'è stato il giusto feeling con l'allenatore precedente (Franco Colomba, ndr). Vorrei solo che le trasmissioni tv evitassero di dire che è stato 'scaricato' o 'cacciato'. Questo è un addio ma anche un arrivederci. Crespo rappresenterà il Parma in Italia e nel mondo, aprirà nuove frontiere per sé e per noi. E quando deciderà di mettersi dietro una scrivania, qui troverà di certo un contratto".

NON E' UN ADDIO - Poi tocca a Crespo e l'emozione si fa ancora più tangibile: "Non è semplice spiegare i motivi per cui metto fine alla mia avventura a Parma e nel calcio ad alto livello. Ho dentro una grande tristezza e una grande nostalgia. Per due stagioni è andato tutto bene e ho risposto presente ad ogni appello. Ma adesso le cose sono cambiate. La squadra naviga a metà classifica e non ha bisogno di Crespo. Quindi io posso andare via sereno, consapevole che non faccio parte di questo progetto tecnico. Di proposte ne ho avute parecchie anche a gennaio e giugno, ma mi faccio parte adesso. Ora che non mi sento parte di questo progetto tecnico. Non volevo essere un peso. So cosa può significare Crespo in tribuna o Crespo in panchina. Poi voglio ancora divertirmi in campo. Ma la mia carriera ad alto livello si chiude a Parma. E, come avevo detto quando ero andato alla Lazio, questo non è un addio. Tornerò a far parte di questa famiglia, indipendentemente dall'incarico. E vivrò sempre a Parma. Ci rivedremo sempre in Piazza Garibaldi".

domenica 29 gennaio 2012

Milan-Cagliari: le probabili formazioni

Allegri punta su Robinho, Ballardini lancia Pinilla
Massimiliano Allegri, allenatore del Milan


Il Milan è chiamato a ridurre il gap dalla Juventus capolista e per farlo si affida alla formazione tipo contro il Cagliari nel posticipo del S.Siro.
Allegri dovrebbe schierare Abbiati in porta, Abate, Nesta, Mexes (out T.Silva), Antonini in difesa, Ambrosini, Nocerino e Van Bommel a centrocampo, Seedorf trequartista dietro Ibra e Robinho, con El Shaarawy in panchina.
Il Cagliari dovrebbe partire con Agazzi in porta, Pisano, Canini, Agostini in difesa, Dessena, Conti e Naingolan sulla mediana, Cossu dietro Ibarbo e il neo acquisto Pinilla.

sabato 28 gennaio 2012

Neve prima di Juventus-Udinese, il comunicato rassicura

Lo Juventus Stadium

Da questa mattina nevica su Torino e molti hanno pensato ad un possibile rinvio dell'anticipo della 20a giornata tra Juventus e Udinese, ma un comunicato ufficiale da parte della società bianconera fa tirare un sospiro di sollievo ai tifosi.
La partita quindi non è a rischio perchè le coperture dello Juventus Stadium hanno retto  e il terreno di gioco non è in pericolo. Quest'ultimo "verra coperto solo all'ultimo per permettere il tracciamento delle righe e il riscaldamento delle squadre." Secondo il comunicato, inoltre, "L'intensità delle precipitazioni viene costantemente monitorata e attualmente la situazione è sotto controllo".
Qualche dubbio può esserci riguardo il tutto esaurito, ma in ogni modo la partita si farà.

martedì 24 gennaio 2012

Juventus-Roma: le probabili formazioni

Stasera allo Juventus Stadium Conte e Luis Enrique si giocano un posto in semifinale di coppa
Luis Enrique e Antonio Conte


Si apre la tre giorni di Coppa Italia e si apre con il big match dello Juventus Stadium tra la Vecchia Signora e la gasata Roma di Luis Enrique. I bianconeri, ancora imbattuti dopo venti gare ufficiali (considerando anche gli ottavi di Coppa Italia con il Bologna) dovranno fare a meno di Pepe e Marchisio, infortunati, ma anche di Buffon e Vucinic, non convocati. Conte esprime ancora una volta la voglia della squadra di puntare alla Coppa Italia, ma si affida comunque al turn over. Dovrebbero partire titolari, infatti, i vari Krasic, Del Piero, Giaccherini, Marrone, Pazienza, che hanno scarso utilizzo. In porta ovviamente Storari ed è quasi certo l'impiego di Borriello dal primo minuto.
Luis Enrique, caricato dalla imbattibilità della Juve, schiera tutti i punti forti e riconferma Borini con Totti e Lamela.



Juventus (4-4-2): Storari; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Krasic, Marrone, Vidal, Giaccherini; Borriello, Del Piero. A disp.: Manninger, De Ceglie, Pazienza, Estigarribia, Quagliarella, Matri. All.: Conte

Roma (4-3-3): Stekelenburg; Taddei, Juan, Heinze, Josè Angel; Simplicio, Gago, Pjanic; Totti; Lamela, Borini. A disposizione: Lobont, Rosi, Kjaer, Viviani, Perrotta, Greco, Bojan. All.: Luis Enrique

lunedì 23 gennaio 2012

Zarate parte, destinazione Premier

L'attaccante nerazzurro si prepara a lasciare l'Inter, che non vuole riscattarlo
da calcio.bloglive.it
Mauro Zarate, all'Inter da giugno


Mauro Zarate può considerarsi un ex giocatore dell’Inter. L’attaccante argentino, nonostante le smentite da più parti, farà ritorno alla Lazio da dove è approdato in prestito.

Zarate in questi mesi non ha assolutamente convinto. Ranieri non lo ritieme indispensabile ed ha dato il via libera alla sua partenza. La punta non dovrebbe però rimaere nel club capitalino, ma andare all’estero. Zarate piace particolarmente in Premier League dove ha diversi club che lo stimano. Lotito punta alla cessione definitva. L’Arsenal di Wenger è la soicetà che sarebbe più vicina al suo acquisto. Il presidente della Lazio vuole ricavare almeno 10/12 milioni di euro. L’affare potrebbe chiudersi entro la prossima settimana.


Un altro giocatore nerazzurro che ha le valigie in mano è Thiago Motta. L’italo-brasiliano piace molto al Paris Saint Germain di Carlo Ancelotti. L’Inter non lo ritiene incedibile e davanti ad una buona offerta lo farà andare a Parigi. Tanti i nomi per sostituirlo. Si parla di Palombo della Sampdoria, ma potrebbe arrivare Parolo del Cesena. Il giocatore dopo un inizio di stagione difficile sta finalmente ingranando ed è tornato di nuovo in forma. Tanta la concorrenza attorno al centrocampista, ma alla fine l’Inter se veramente interessata avrà la meglio, visto la voglia del giocatore di lottare per grandi traguardi e giocare in un altro club.

Da valutare la situazione di Forlan. L’attaccante uruguayano vuole più spazio, al momento Ranieri non lo schiererà titolare. Chiederà la cessione?

domenica 22 gennaio 2012

19a giornata, bene Milan e Udinese, solo pari per il Napoli


In attesa del posticipo Inter-Lazio, la 19a giornata di SerieA segna un netto distacco delle prime tre dalle altre. Dopo il successo della Juve a Bergamo (che regala a Conte lo scudetto d'inverno), infatti, vincono anche le dirette inseguitrici Milan e Udinese. A Novara decide un super Ibrahimovic e Robinho, mentre i friulani passano contro il Catania 2-1, con gol di Armero, Di Natale e per i siciliani Lodi.
Il Napoli si allontana dalla zona Champions con un 1-1 che sa di beffa. Dopo il gol di Calaiò. infatti, Cavani sbaglia un rigore e Pandev, autore del pareggio, si divora la palla-match a pochi secondi dal termine.
Spettacolare 5-3 al Barbera, con il Palermo di Mutti che manda a segno Budan, Silvestre, Mantovani, Miccoli e  Migliaccio. Il Genoa era andato in vantaggio con Palacio, autore di una doppietta. Inutile il gol di Jankovic.
Il Lecce rimonta in casa il Chievo (che era in vantaggio 2-0 grazie alla doppietta di Paloschi) grazie a Esposito e  Di Michele.
0-0 invece tra Bologna-Parma e Cagliari-Fiorentina.

Calciomercato, Tevez rifiuta il Psg

http://www.bolognatg24.it/sport/2012/01/22/27000/calciomercato-milan-tevez-rifiuta-il-psg-galliani-alla-finestra/  
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Tevez ancora protagonista sul mercato

martedì 27 settembre 2011

Cska Moska-Inter: le probabili formazioni

da Il Sussidiario.net
 Dopo la prima vittoria in campionato la squadra di Ranieri vola in Russia, senza Snejder e Ranocchia
Cska-Inter 0-1, nell'anno del "triplete"

Cska Mosca-Inter è la sfida che aprirà la seconda giornata della Uefa Champions League 2011/2012. I nerazzurri del neo tecnico Claudio Ranieri sono chiamati a centrare la vittoria, unico risultato possibile dopo il passo falso della precedente gara contro il Trazbonspor, che ha relegato l'Inter all'ultimo posto del girone a quota zero punti.
Il Cska Mosca, invece, è reduce dal pareggio esterno con il Lilla, che ha messo in luce una buona organizzazione di gioco della compagine russa e che rende il Cska una squadra assolutamente temibile. "In Champions League siamo partiti con il piede sbagliato" - ha ammesso Ranieri in conferenza stampa - "quindi ora conta solo fare punti.La sfida di questa sera è un ostacolo duro, che io voglio affrontare. Io amo le sfide" ha concluso il neo tecnico nerazzurro, consapevole di essere già chiamato ad una sfida importante senza aver avuto modo di poter lavorare con calma ad Appiano Gentile e, soprattutto, con la squadra al completo. In casa Inter, infatti, sono numerosi gli infortunati: Maicon, Stankovic, Thiago Motta e Sneijder non saranno della gara, anche se c'è ottimismo sul fatto di riuscire a recuperarli per la super sfida di sabato - in campionato - contro il Napoli di Mazzarri.Da questo punto di vista, però, il Cska Mosca non sta meglio dei rivali: "abbiamo molti infortunati" - dice il tecnico Slutski - "e non è difficile ipotizzare la formazione che metterò in campo viste le molte assenze che ho" ammette sconsolato l'allenatore della squadra russa, che dovrà fare a meno di Akinfeev, Honda, Vasin, Necid, Gonzalez e Schennikov. Ma il Cska non si sente sconfitto in partenza ed è pronto a combattere, soprattutto in un ambiente che si preannuncia caldo sugli spalti ma freddo climaticamente (sono previsti 7/8 gradi) e su un terreno di gioco in erba sintetica, sul quale non è mai facile giocare. Il capitano dell'Inter, Javier Zanetti, che ha alle spalle diverse trasferte in terra russa ha avvisato tutti: "in Russia, come sempre, sarà una battaglia" ha detto il numero 4 nerazzurro, preannunciando una serata da guerrieri.

PROBABILI FORMAZIONI - CSKA MOSCA (4-1-4-1)

Gabulov, Nababkin, V.Berezutski, Ignashevich, A.Berezutski, Aldonin, Oliseh, Dzagoev, V.Love, Mamaev, Doumbia

PROBABILI FORMAZIONI - INTER (4-3-1-2)

Julio Cesar, Nagatomo, Lucio, Samuel, Chivu, Obi, Cambiasso, Zanetti, Alvarez, Pazzini, Milito

Champions, Napoli-Villareal: le probabili formazioni

Al San Paolo la squadra partenopea ritrova Rossi e il Villareal, senza Maggio
Rossi e Zuniga nella passata Europa League

Il Napoli ritrova la dolce musichetta della Champions League a Fuorigrotta per la prima volta dopo l'era maradoniana, e lo fa contro il Villareal di Giuseppe Rossi già incontrato nella scorsa stagione.
Mazzarri non potrà contare sull'apporto di Maggio, ancora infortunato e non convocato. Campagnaro dovrebbe partire dalla panchina per problemi al polpaccio sinistro rimediati contro la Fiorentina.
Scontato l'impiego dei tre tenori con Inler e Gargano sulla mediana e Dossena e Zuniga sulle fasce, mentre la difesa sarà composta da Cannavaro, Aronica e Fernandez al posto di Campagnaro.
Gli spagnoli cominceranno con Rossi dalla panchina e senza Borja Valero, affidando l'attacco quindi a Cani e Nilmar.
NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Fernandez (Campagnaro), Cannavaro, Aronica; Zuniga, Inler, Gargano, Dossena; Hamsik (Santana), Lavezzi; Cavani.
VILLAREAL (4-4-1-1): Lopez; Zapata (Mario), Musacchio, Gonzalo Rodriguez (Zapata), Català; Camunas, Senna (Marchena), Soriano, De Guzman (Wakaso); Cani (Rossi); Nilmar.